B.D.S.M.


Il B.D.S.M. … breve presentazione per chi non sa cosa sia …

Ogni tanto mi ritrovo a parlare di B.D.S.M. con persone che non ne sanno assolutamente nulla, alcune di queste, si limitano ad approfondire il discorso con intelligente curiosità, ma la maggior parte, invece, esprime giudizi senza aver neanche capito di cosa si stia parlando riuscendo ad esternare così tutta la loro ignoranza verso lo “sconosciuto” e i falsi pregiudizi di cui sono prigionieri.

Ma cos’è questa pratica tanto “scandalosa” quanto “estremamente affascinante e appagante”? Cos’è il B.D.S.M. e che cosa rappresenta per chi lo vive?

Premettendo che nel B.D.S.M. (come in tutte quelle cose per le quali non sono previste “rigide regole matematiche”) ci sono tantissime sfumature d’interpretazione, le quali consentono a ciascuna persona di viverlo nel modo più opportuno, cercherò di spiegarlo, nel più semplice e generico dei modi.

Il B.D.S.M., è l’acronimo di
B: Bondage
D: Disciplina/Dominazione (e quindi sottomissione)
S: Sadismo
M: Masochismo
Una semplice sigla che racchiude in se non solo delle semplici parole ma un qualcosa d’interiore dell’essere umano ove, ciascuno, sceglie il suo esclusivo modo di essere per vivere la propria essenza al massimo delle sue potenzialità naturali nella massima trasparenza elementi questi che consentono ad una coppia di evolversi sino a completarsi e fondersi l’uno nell’altro.
Gli appassionati di B.D.S.M. vivono, quindi un rapporto coscientemente sentito, maturo e basato sul reciproco rispetto; un rapporto sempre sano, sicuro e consensuale (S.S.C.).
Per sano s’intende che i “giochi” praticati (in altre parole le sessioni), sono svolti sempre salvaguardando l’integrità fisica e psicologica dei partecipanti; sicuro vuol dire la perfetta conoscenza degli strumenti usati e delle metodologie applicate durante il “gioco” stesso per evitare danni accidentali ai partecipanti e, la conoscenza dei limiti degli stessi; consensuale invece significa che le persone, di propria volontà e senza obbligo alcuno, decidono autonomamente il ruolo assunto, il come viverlo e come vivere un rapporto identificandosi con quel ruolo, la metodologia di cosa si farà e come avverrà la sessione, i limiti di azione durante la stessa e così via. Nel S.S.C. è comunque sempre previsto l’uso di una safety word (ovvero una parola o un gesto di sicurezza) che se usata interrompe immediatamente qualsiasi attività si stia espletando.

Ma quali sono questi ruoli e a cosa porta il poterli vivere?
Il concetto basilare è quello di “poter esplorare” col proprio partner quegli istinti di dominazione e sottomissione naturali presenti in tutti gli esseri viventi, uomo compreso, i quali, di norma, sono repressi dalle normali convenzioni sociali. Prettamente questa “esplorazione” è vissuta in due modi diversi anche se complementari: uno inteso prevalentemente come un “gioco” erotico dove prevale esclusivamente la fisicità rispetto alla dominazione mentale, l’altro invece è estremamente molto più delicato, complesso e particolare dove l’aspetto della dominazione mentale è predominante su quello fisico.
Un’esplorazione che va da una sensuale e sottilissima complicità fra le parti, alla continua ricerca metodica dei limiti e delle possibilità più estreme che possa raggiungere il corpo e la mente umana.
Abbiamo quindi nel B.D.S.M. due parti, una Dominante (definita di norma Master, Signore o Padrone se maschile e, Mistress, Dea, Signora se femminile) l’altra sottomessa (definita sottomesso/a, slave, schiavo/a o non definita affatto …).
L’apice del rapporto si ottiene quando, la parte dominante e quella sottomessa, arrivano a fondersi perfettamente tra loro mentalmente, passionalmente e fisicamente mantenendo però sempre il rispetto reciproco dell’uno verso l’altra.

Come avviene questa fusione?

Come in tutte le coppie normali che condividono la stessa passione, ci s’incontra, ci si conosce, si approfondisce la conoscenza per meglio comprendere perfettamente chi c’è dall’altra parte, ovvero il carattere, la personalità, la cultura, cosa effettivamente cerca, e cosi via. Il passo successivo è la frequentazione vera e propria, necessaria a creare quel rapporto di fiducia indispensabile affinché la slave possa conoscere bene il partner e decidere di donarsi completamente a lui trasformandolo nel suo Padrone.

Donarsi, un termine che molti, per quanto si sforzeranno, non riusciranno mai a comprendere appieno il vero significato e la necessità del doverlo fare, così come non capiranno, dall’altro lato, il senso dell’appartenenza, donarsi ad un Padrone, significa appartenergli in tutto e per tutto, Lui è l’aria che la slave respira, Lui è la luce che illumina la sua vita buia, Lui è la gioia più assoluta che abbia mai avuto, Lui è il piacevole tormento sempre ambito, Lui è il piacere del suo corpo completamente soddisfatto, Lui è il sottile dolore che la porta all’apice del vero piacere sia fisico che mentale, donarsi significa desiderare con tutte le proprie energie di trasferire ogni potere e autorità al Padrone e, non avere quindi più alcun controllo su di se stessa, sul proprio corpo, sulla propria mente e sui propri sentimenti ma, solo ed esclusivamente il bisogno di sentirsi da Lui posseduta, appartenergli significa lasciare a Lui tutte le responsabilità della quotidianità. Quindi una slave, con la donazione, si rimette completamente alla volontà del Padrone, accettando di vivere tutte le sensazioni e le esperienze che questi decide di farle vivere.
Tra il Padrone e la schiava si creerà quindi un legame di appartenenza totale all’interno del quale la slave si sentirà volutamente sottomessa ed usata ma, nel contempo, anche soddisfatta e totalmente appagata, mentre, il Padrone, conscio del suo ruolo di responsabilità, la userà, come meglio gli aggrada esclusivamente per il proprio piacere personale ma, se ne prenderà anche totalmente cura e l’aiuterà a percorrere il suo cammino di crescita che la farà sentire realizzata sia come donna nell’ordinario quotidiano, sia come slave nel rapporto di coppia, conferendogli quella sicurezza e quella forza a lei necessaria nei confronti del resto del mondo. Infatti, qualunque cosa la slave affronti, esternamente al rapporto, saprà sempre che appartiene esclusivamente al suo Padrone e che Lui sarà sempre presente e sarà sempre dalla sua parte pronto a proteggerla non solo dagli altri ma anche da stessa e dalle sue insicurezze e dalla sua fragilità. Il suo porto sicuro nelle vicissitudini della vita!

Il senso di appartenenza è quindi l’aspirazione di una persona che sente nella sua anima la forza dell’essere slave. La slave, al contrario di quanto si possa credere nell’immaginario comune, non è una persone debole anzi è una persona dotata di una forza eccezionalmente unica che le consente di vivere il proprio ruolo con consapevole passione, soddisfazione e felicità certa che senza il suo Padrone tutto il suo potenziale rimarrebbe chiuso e inespresso.
Negli ultimi anni, grazie alle potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione, il B.D.S.M. sta uscendo dall’anonimato e dalla clandestinità a cui era confinato. Oramai si trovano tantissimi siti on line, dove le persone, non solo possono scambiarsi le loro impressioni ed esperienze ma possono anche condividere la loro stessa passione trasformando in reale un’amicizia virtuale e di conseguenza, se lo ritengono opportuno, dar vita ad un rapporto vero e proprio.
Spesso inizialmente ho usato il termine “gioco” ma, se siete arrivati a leggere sin qui, avrete sicuramente capito che il B.D.S.M. tutto è tranne che un gioco: è uno stile di vita!