A piccoli passi

Pubblicato da Shiri Hikaru il

Quando riguardo tutto il percorso che mi ha portato dove sono adesso, vedo una serie di piccoli gradini che si sono naturalmente succeduti, uno a uno, senza fretta, in una lenta ma inesorabile salita.

La chiave di tutto quello che è accaduto da due anni a questa parte è stata essere sempre noi stessi, nel bene e nel male, e volerci per quello che realmente eravamo e siamo.

Se mi ripenso in quel esatto momento mi rivedo come una bambina che cercava disperatamente di capire chi fosse, come se si fosse risvegliata da un lungo torpore che l’aveva imprigionata nel non vivere se stessa.

17/11/2018

“Eravamo rimasti alla scelta di come essere. Bisogna chiederselo come vogliamo essere. A volte ci si sente ingabbiati tra l’immagine che hanno gli altri di noi, l’immagine che abbiamo di noi stessi, quello che diamo e quello che vogliamo dare. Una bella confusione. Ma ci sono momenti in cui tutto sembra coincidere o che comunque si avvicinano molto l’una all’altra. Questo succede quando non si ha paura di essere, quando non interessa l’opinione altrui ma solo la propria, quando insomma senti dentro che è arrivato il momento di splendere. Ma solo per chi è in grado di vederti, per gli altri sarà quello lo stesso. E tu cosa vuoi essere? io? Sì tu…Io vorrei essere leggerezza, vorrei essere sostegno e sicurezza, vorrei essere allegria, vorrei essere pensiero, vorrei essere vita. Forse è troppo. Ma forse se ti lasci vivere tutto arriva in automatico, non bisogna aver paura di mostrarsi per come si è.

…Nessuno può capire se non lo vivi, nessuno può capire quello che siamo. …Il tempo è venuto, il tempo ci ha dato ragione.”

e continua splendidamente a farlo.

22/11/2018

“…il mio ruolo (io sono la cagnetta di casa n.d.r) mi piace tantissimo e ci sguazzo dentro felice, come un cane con il Padrone. Ci deve essere gioia e felicità in quello che si fa perché è solo esprimere ciò che sei. Nessun obbligo, nessuna costrizione, solo il piacere che ti dà essere Sua, solo perché lo sei. Al di là dei tecnicismi (del bdsm) tutto il resto segue in automatico, viene naturale, ed è forse la prima volta che lo sento così forte.”

C’era già tutto, dovevamo solo vederlo e farlo crescere piano piano dentro di noi, come una stufa che da una piccola fiammella finisce col riscaldare dappertutto, tutto il nostro cuore e le nostre vite.

Vorrei tanto chiederti come hai fatto a vedermi l’anima. Per niente di più al mondo sarò più grata.


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