Corso virtuale di bondage in stile giapponese

Questo è un “corso” virtuale di bondage in stile giapponese ove la corda, oltre ad offrire la possibilità di creare “sculture viventi”, diventa, soprattutto, il mezzo per trasmettere e creare forti ed intense emozioni.

Le corde, infatti, diventano “l’estensioni” delle braccia di chi lega, un modo diverso quindi di abbracciare completamente la bottom la quale, nonostante l’immobilizzazione, riesce a vivere, per la profondità del rapporto che si crea, una sensazione di libertà assoluta finendo in un “mondo” tutto suo.

In questi tutorial vedremo le tecniche usate, quelle basilari e quelle più impegnative e, si imparerà a fonderle insieme per creare legature nuove e diverse comprendendo così come il bondage giapponese si basi sulla ripetizione di pochi elementi in combinazioni diverse.

Il “corso” sarà svolto con l’ausilio di ottimi video tutorial e file selezionati fra i tanti reperibili on line per permettere a tutte quelle persone che non possono frequentare un corso vero e a quelle che non hanno mai preso in mano delle corde, di provare almeno una volta a fare del bondage. Qualora però si desiderasse imparare realmente e realizzare qualcosa di più complesso, un vero corso è l’unica opzione accettabile ed è quella che vi consiglio, anche perché, nessun tutorial potrà mai sostituire una vera lezione a livello di pratica.

Credo sia superfluo dire che i link che troverete portano tutti a pagine esterne al sito e che alcuni video su YouTube, per richiesta espressa degli autori, sono soggetti ai limiti d’età, per cui per vederli è necessario autenticarsi.

Perché proprio questi video e non altri simili? Per due motivi il primo perché semplicemente io lego così come vedete in questi video, il secondo è perché alcuni di questi video sono le legature che vengono insegnate nei corsi base e intermedio nelle scuole di bondage giapponese.

Bastano anche solo otto metri di corda per poter iniziare a divertirsi con la propria partner ma non dovete mai dimenticare però di avere con voi le forbici di sicurezza EMT (Emergency Medical Technician) che costano solo pochi euro.

Con il tempo vedrete che di corda ve ne servirà un bel po’ di più, un set completo secondo le diverse esigenze, può essere costituito da 6 a 10 corde, di norma da 7 o 8 metri ciascuna il cui diametro dovrebbe essere di 5 o 6 millimetri. Le corde da 8 mm. sono consigliate, da molti istruttori, per realizzare la linea principale di sospensione, anche se quelle da 6 mm. vanno ugualmente bene mentre, per legature particolari, tipo capelli e capezzoli, ad esempio, il diametro dovrà essere minore (4 mm.).

On line potete trovare delle ottime corde, comprese anche quelle rinforzate e, volendo, anche già “trattate” se non volete farlo voi come vi verrà descritto nella lezione n.3.

Perché le corde sono così lunghe? Perché le corde si usano “doppie” cioè piegate a meta su se stesse e, 7/8 metri di corda, così usate, sono circa 4 volte l’estensione delle nostre braccia, ovvero la lunghezza giusta per maneggiarle senza difficoltà.

Tante possono essere le varianti per eseguire una stessa legatura, e tutte sono valide se si rispetta un’unica regola quella della sicurezza. Il Bondage, come tutte le altre attività, è un’attività pericolosa! Pertanto, se si ignorano le considerazioni sulla sicurezza, evitate di giocare con le corde perché fare bondage in stile giapponese non è un gioco e il rischio non può mai essere ridotto a zero, per cui la prima cosa che dovrete imparare è tutto ciò che ruota sulla “SICUREZZA”.

Gli argomenti che tratteremo a scopo informativo in questo “corso” saranno:

Iniziamo il nostro “corso” proprio parlando di sicurezza: inizieremo a farlo con un video in due parti, pubblicato da TiamtuClubVideo , dove MaestroBD spiega in maniera generica alcune norme di sicurezza

che potrete poi approfondire successivamente con i due documenti sotto riportati che vi invito a leggere attentamente prima di prima di prendere in mano un pezzo di corda per seguire gli altri tutorial.

I due file sono:

In merito alla sicurezza ricordatevi sin da ora che, per le legature più complesse, dopo essere stati slegati può capitare di avvertire una sensazione di freddo, per cui può essere opportuno avere a portata di mano una coperta unitamente ad una bottiglia di acqua da bere e della cioccolata da mangiare per recuperare energie.

Sulla storia di questa pratica, le sue origini e la sua evoluzione, il web è ricco di informazioni per cui documentarsi è facilissimo.

Un sito ove l’argomento viene trattato non solo dal punto di vista storico evolutivo ma, anche sotto l’aspetto culturale del tempo, è scuoladibondage.it

Siamo arrivati al nostro primo tutorial, di Stefano Laforgia e pubblicato da birdofprey69 , dove verrà spiegato come vanno preparate le corde prima di essere usate la prima volta e, di come mantenerle in perfetta efficienza. Ovviamente più utilizzerete le corde più esse avranno bisogno di manutenzione.

Trattamento_delle_corde

Per impedire che una corda si sfilacci, si può eseguire un’impalmatura sul terminale mediante più giri di spago, o altro filo, sull’estremità della corda stessa, oppure, in alternativa, un nodo semplice, detto anche nodo singolo.

In questo video, di scuoladibondage.it , vedremo come si realizza un impalmatura sul terminale di una corda.

Nodo_finale_per_corde_in_iuta

In ambiente nautico, per eseguire un’impalmatura alla perfezione, si adotta una regola semplicissima: il numero dei giri da eseguire sulla corda dovrà essere corrispondente alla somma del diametro della corda stessa più dieci (giri impalmatura = diametro della corda +10 giri ovvero, ad esempio, se la corda è da 6 mm. i giri da eseguire saranno 16, se è di 5 mm. saranno 15).

Durante una legatura si ha spesso la necessita di dover giuntare temporaneamente due corde per poterla proseguire. Per farlo si usano dei nodi. Quelli usati principalmente sono il nodo a bandiera e quello a bocca di lupo.

Quando le corde terminano con un  impalmatura avvolta, o con corde di diverso diametro, la giunzione deve essere effettuata con un nodo a bandiera mentre, se invece la corda termina con un semplice nodino effettuato alle estremità, di norma, si usa  il nodo bocca di lupo, che è quello che andremo ad illustrare con il tutorial di stefano_birdofprey.

Nel video vengono illustrati i tipici casi che si possono verificare quando si la ha necessità di giuntare le corde tra loro ovvero quando i nodini terminali sono appaiati, quello in cui sono leggermente spaiati e quello in cui si vuole fare la giunzione in un punto diverso, magari per evitare che la giunzione capiti in un punto fastidioso, scomodo o esteticamente non attraente.

Nodi_di_giunzione – unione di due corde 

Molto spesso, quando si ha la necessità di usare una corda, questa è un groviglio di nodi ed il districarla fa perdere molto tempo, inoltre bisogna considerare che tenere una corda in questo stato può lesionare la sua struttura e quindi può divenire pericoloso il suo utilizzo.

Per questo motivo è importante riporre le corde nel modo corretto, formando delle matasse bloccate in modo che, non solo non si aggrovigliano ma, anche che si sciolgano rapidamente per poter essere usate .

In questo video del sito scuoladibondage.it, pubblicato da stefano_birdofprey, si può vedere un ottimo metodo il quale, non solo assicura che le corde non si ritorcano su se stesse rovinandosi ma, anche che restino sempre pronte per essere usate velocemente e senza problemi.

Come_riporre_le_corde

In questi due tutorial vedremo come ritensionare una corda, la cui tensione tra i 3 trefoli che la compongono, si è sbilanciata a seguito dell’uso o di una movimentazione errata.

Non esiste una norma specifica  in grado di mantenere pulite le corde durante l’uso perché queste si sporcano sempre e a prescindere: vengono toccate con le mani, vengono a contattato con il pavimento, sono a contatto con la pelle e con il sudore della persona legata,  vengono usate in zone ricche di fluidi quali bocca e genitali, per cui, la miglior soluzione per salvaguardare la salute del bottom, è sempre quella di usare un set di corde specifico su un unico partner.

Ma siccome spesso non si ha un partner fisso, l’unica soluzione è quella di provvedere ad un ottima pulizia delle corde

In questo file “Come pulire le corde dopo il bondage”, di Stefano Laforgia , vengono illustrati i diversi modi di manutenere una corda.

In ogni caso ricordatevi di lavarle sempre quando vengono a contatto con i fluidi corporei e che, per “determinate legature”, bisognerebbe usare sempre la stessa corda sulla stessa persona.

La legatura ad arto singolo o ad arto doppio è la legatura base dello shibari.

Questa legatura, nonostante la sua semplicità, è fondamentale nel bondage in stile giapponese infatti, da essa, derivano tante altre legature comprese quelle complesse. Motivo per cui, a prescindere se la si usi singolarmente o come base di partenza per altre legature, è importantissimo conoscerla bene. Per  padroneggiarla con la massima serenità è necessario pertanto esercitarsi ripetutamente affinché si riesca a realizzarla in maniera precisa, con disinvoltura e senza pensieri.

Single column tie ovvero la legatura per una singola colonna. Il single column tie è probabilmente la legature più semplice che esista.

Per single column, singola colonna, non si intende solo il legare un singolo arto quale ad esempio il polso o la caviglia ma, tutto ciò che rappresenta una singola cosa quale ad esempio potrebbe essere il piolo di una sedia, la gamba di un tavolo, il tronco di un albero, la vita di una persona (la parte del corpo sopra i fianchi), una trave, due braccia unite fra di loro e cosi via.

Senza mai dimenticare le norma di sicurezza, per eseguire questa legatura correttamente, bisogna ricordarsi di lasciare sempre uno spazio tra le corde e la pelle nel quale possano scorrere facilmente almeno due dita, affinché, non solo non si comprimano vasi sanguigni e legamenti ma, anche per consentire all’arto stesso di muoversi sotto le corde e che le corde stesse possano essere spostate in caso di necessità.

Le corde inoltre devono avere sempre una tensione uniforme, non devono mai torcersi e non devono mai sovrapporsi fra di loro per mantenere una distribuzione costante “del carico” su tutta la parte legata. Il doppino finale dovrà poi avere la giusta lunghezza affinché non solo renda sicura la legatura impedendogli di sciogliersi ma, anche, perché possa essere utilizzato come “ passaggio di sicurezza” in caso di sospensione dell’arto (cosa che successivamente vedremo come fare).

Qui La quarta corda , spiegherà nei dettagli come si realizza:

Single_column_tie – legatura per una singola colonna (polso, caviglia, dorso)

In questi due video di Bruce Esinem , scopriremo l’errore più comune che si commette quando si realizza un single column tie come base di partenza per una legatura più complessa e il come evitarlo.

Effect_of_direction_of_shibari_single_column_tie – effetto della direzione della legatura per una singola colonna

e ascolteremo 10 consigli di  su come realizzarla nel migliore dei modi

10_pro_tips  – consigli su un single column tie

Nella lezione precedente abbiamo visto la legatura per una singola colonna ovvero quella che si può creare intorno a qualsiasi parte del corpo a forma di colonna come un polso, il busto, una gamba o un singolo oggetto. Adesso vedremo una legatura per una doppia colonna la quale invece si usa per unire insieme due singole colonne ovvero due braccia, due gambe, un polso ed una coscia, un polso alla parte superiore del braccio mantenendolo piegato e cosi via. questa legatura serve anche per legare insieme una “singola colonna” ad alcuni oggetti quali la gamba di un tavolo, un palo di bambù, la ringhiera di una scala e via dicendo, l’unico limite è la fantasia oltre al rispetto delle norme di sicurezza. È importante infatti realizzarla con la giusta tensione, ovvero senza farla troppo stretta, non si deve stringere come un cappio e non deve collassare su se stessa.

Sempre La quarta corda ci spiega come realizzarlo:

Double_column_tie – legatura per una doppia colonna (due arti: caviglie, polsi, caviglia e polso)

Adesso iniziamo a vedere delle legature un po più complesse che interessano determinate parti del corpo. La prima che vediamo è quella chiamata Matanawa

Mata è un termine giapponese che significa inguine mentre nawa significa corda, matanawa può essere tradotto quindi come corda sull’inguine. Con questa parola pertanto si indicano genericamente quelle legature che coinvolgono il bacino, pube e l’inguine.

Nel tutorial di sottilepiacere.tk , pubblicato da Phoenix77780 ,  si potrà vedere una semplice legatura dell’inguine che però può essere resa molto stuzzicante realizzando uno o più nodi sul tratto di corda che interessa l’area ano genitale per stimolarla.

Matanawa – legatura dell’inguine

Vi consiglio di provare a realizzare questa legatura iniziandola con un single column tie, dopodiché  la proseguite semplicemente facendo passare la corda in mezzo alle gambe e dietro tra le natiche.

Un altro termine molto importante nello shibari è Munenawa

Questa parola giapponese è usata per indicare genericamente le legature del petto/torace, (mune=petto, nawa= corda, munenawa corda sul petto).

Sotto possiamo vedere un esempio di realizzazione di un munenawa realizzato da BoundJocks

Munenawa – legatura del petto

L’Ushirode Takate-kote (o Gote shibari) è la classica figura del box tie ovvero il mattone da costruzione di quasi tutte le legature dello shibari.

Di questo tipo di legatura ne esistono innumerevoli varianti, dalle più semplici alle più complesse ma, in ogni caso, coinvolgono sempre braccia e seno insieme ove, le braccia, sono legate dietro la schiena parallele al suolo con i gomiti piegati ad angolo retto e sono tenute in posizione da alcuni giri di corda che passano sopra e sotto al petto.

Il termine Ushiro Takatekote è composta da due parole giapponesi “ushiro” che significa “dietro la schiena” e “tekatekote” che significa “mani e braccia legate” (derivando da takate che è una vecchia parola che fa riferimento alla superficie del braccio o a un’alta posizione delle braccia,  kote significa polso).

Poiché le fonti che hanno fatto riferimento a questa legatura sono così tante, negli anni si sono diffusi moltissimi modi di chiamarla tra cui  Takate-kote, Takate shibari, Go- Te, Gote, Kote shibari o più semplicemente Ushirotakategote.

Questa varietà di nomi sono, principalmente, la conseguenza di due diverse scuole di pensiero su questa famosa legatura.

Una delle due è quella descritta sopra (ovvero con le braccia legate dietro la schiena e parallele al suolo), l’altra, invece, insiste sul fatto che il termine Taka te kote va usato solo per le legature in cui le mani sono incrociate alte (taka) dietro la schiena, mentre se le braccia restano parallele deve essere preferito il termine Go-te, Gote o Kote shibari.

In questo tutorial  di Esinem , pubblicato da LFAJRB vedremo come si esegue questa legatura.

Gote_shibari  (aka takate-kote) – legatura con le mani legate dietro la schiena

In questo tutorial di MasterFtt vedremo la variante a tre corde di un gote shibari

Gote_Shibari_a_3_corde

Ashi è un termine giapponese che significa gamba, ryo significa entrambi e issho vuol dire insieme; quindi Ryōashi Issho significa entrambe le gambe insieme.

Nello shibari con queste parole ci si riferisce genericamente a delle legature che bloccano insieme gli arti inferiori.

Nel tutorial di Shibari Dojo si potrà vedere uno dei metodi più comuni per realizzarlo.

Ryo_ashi  – legatura gambe

In caso si volesse usare questa legatura per effettuare una sospensione è consigliabile realizzare dei  kannuki tra il lato anteriore e posteriore delle gambe affinché impediscano alla corda di scivolare.

Qualora invece la si usasse per delle semplicissime legature a terra, al posto di creare le frizioni “di fermo” al termine di ogni avvolgimento si può usare la tecnica del futomomo.

Questa legatura, la cui forza è distribuita su tutta la gamba, viene utilizzata per bloccare saldamente la caviglia alla coscia.

Può essere effettuata in vari modi, sia con una semplice spirale o raccolta in 2-3 fasce larghe in tutti i casi però viene sempre  bloccata su entrambi i lati della gamba. Per le sospensioni è sempre da preferire il modo con fasce larghe raccolte fra di loro.

Un’importante caratteristica di sicurezza del Futomomo è che il tratto di corda che blocca entrambi i lati della gamba deve passare necessariamente nei pressi della caviglia altrimenti, se posizionato diversamente, oltre a risultare scomodo e doloroso, potrebbe comprimere dei nervi o il flusso sanguigno.

Qui La quarta corda , spiegherà nei dettagli come si realizza:

Futomomo  – legatura della coscia

0 Hishi-Kikkou.

Questa legatura, viene erroneamente indicata da molti con il nome Karada, ed è conosciuta da tutti come l’”abito di corda” poiché è formata da intrecci a forma di rombo o diamante sul corpo. Il suo nome deriva da Karada che in giapponese significa “corpo” e da Hishi che vuol dire “a forma di diamante”.

Può essere “indossata” per un periodo piuttosto lungo e tenuta tranquillamente sotto i vestiti, inoltre può essere resa più “stuzzicante” con la realizzazione di un nodo sul tratto di corda che interessa l’area ano genitale per stimolarla.

La corda, posizionata verticalmente, su cui si realizzano i nodi, deve essere lasciata un po lenta poiché verrà messa in tensione dai passaggi successivi mentre, le legature che corrono intorno al torace, non devono essere realizzate troppe strette per non interferire con la normale respirazione.

In questo tutorial di di Stefano Laforgia pubblicato da 80144edizioni  vedremo come si realizza

Hishi_karada  – diamante sul corpo, il famoso abito di corda dal motivo a rombi

Agura è un termine giapponese con cui si indica il sedersi a gambe incrociate, di conseguenza viene usato nello sibari per indicare quelle legature in cui il bottom è seduto a terra e legato con le gambe incrociate.

Anche se in qualche modo è simile nell’aspetto, questa legatura non deve essere confusa con l’ebi shibari la quale è una legatura molto più restrittiva. Quest’ultima, infatti, più conosciuta come il gamberetto, presenta, oltre la legatura delle gambe, anche una legatura del busto che viene posizionato il più basso possibile verso le caviglie. L’ebi shiabari è una delle legature più antiche, nacque intorno all’anno 1500, e fu usata come tecnica di tortura ufficiale contro i crimini dallo shogunato Tokugawa nel 1742.

In questo video della scuoladibondage.it , pubblicato da stefano_birdofprey , vedremo come si realizza.

Agura – legatura a gambe incrociate

L’hogtie, dall’inglese “hog” maiale e “tie” legatura, o hoggutai, è una delle legature più semplici da eseguire ma è anche una di quelle più scomode da sopportare poiché può rendere difficile la respirazione. 

In questa legatura il bottom è sdraiato prono con caviglie e polsi legati insieme dietro la schiena. 

Tutorial pubblicato da The Twisted Mon

Basic_hog_tie – legatura del maiale

versione 1

Hip_harness – imbracatura dell’anca

versione 2

Hip_harness –imbracatura dell’anca 

Basic_Hishi  (Diamond) – legatura della gamba

Tying_hair – legatura dei capelli

Hair_ties – legatura dei capelli

Creating_a_strap_on_harness – imbracatura per bloccare un dildo