Everyday Barbie

Pubblicato da Shiri Hikaru il

Quando andavo al liceo sfogliavo a volte le riviste così dette femminili che comprava mia mamma, le quali perdurano anche oggi. Vi erano vari articoli di consigli sulla dieta, sullo sport, sulla cucina e sulla moda, con le relative modelle che creavano puntualmente quel senso di diffuso disagio, di avulsione dalla realtà. “Le modelle, dai, mica sono donne normali” era un continuo ripetersi che la ginnastica e la dieta era il loro lavoro e che, comunque, tutte le foto erano ritoccate. Era per forza così, non poteva essere altrimenti.

Così nei primi anni duemila alcune riviste hanno iniziato a proporre servizi fotografici con donne “normali”, proposte di moda plus size che incentivavano ad amare il proprio corpo a cui poi sono seguite le critiche al sistema e all’immagine che l’industria della moda promuoveva, fino al recente fenomeno del body positive.

Ma non sono così sicura che tutto ciò abbia portato ad un reale passo in avanti. Da una parte è vero che recentemente alcune case di moda e di intimo prendono in considerazione corpi che non rientrano nei loro classici standard, forse più che per un meccanismo di marketing che per reale convinzione, dall’altra però è entrato dalla finestra un nuovo concetto di perfezione forse ancora più nocivo perché mascherato da realtà. La finestra dei social, sempre a portata di telefono, che fa passare per reale una sistematica modifica della realtà, o di ciò che percepiamo come tale. I filtri Instagram, i filtri stessi della fotocamera dei telefoni modificano colori, forma, luce di ogni immagine, la posa giusta, qualche inquadratura furba e il gioco è fatto, tutti possiamo ritagliarci la nostra forma perfetta…e se non proprio tutti riusciamo farlo, siamo comunque indotti a credere che quello che vediamo delle foto degli altri sia vero.

Ci balocchiamo con l’idea di realtà e vite perfette, che sono sempre quelle degli altri, vite fatte da inquadrature e luci giuste, visi deformati da filtri che cambiano i reali connotati di una persona anche se l’originale è sempre migliore…perché, se non più bello, almeno è naturale e originale nel vero significato del termine.

Forse si dovrebbe ricordare che la parte più importate è immancabilmente fuori dall’inquadratura.

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