La schiava (parte seconda)

Pubblicato da Shiri Hikaru il

Ci sono dei momenti in cui mi chiedo ancora adesso cosa voglia dire essere schiava. Basta, come si ha avuto modo di dire, il fatto di volerlo vedere felice? questa è sicuramente la base ma c’è molto altro.

Dal momento in cui ho riconosciuto in Lui il mio Master, il primo pensiero che ho fatto è stato quello di voler imparare il più possibile, mi sono posta in modo naturale in una posizione di inferiorità, di predisposizione all’ascolto, a voler capire ogni sua parola. Ogni parola ascoltata era un mattoncino verso la possibilità di servirlo al meglio. Ogni parola mi costringeva a far maggior attenzione a me stessa, perché io attraverso il mio comportamento e la mia parola rappresento Lui, sono Lui.

Ma perché a me stessa? non è forse Lui la persona che volevo compiacere e servire? Sì certo, ma come pensavo di farlo se non capivo prima i miei desideri, le mie inclinazioni, i miei comportamenti? se non riuscivo prima a governare me stessa e il mio temperamento? Non è possibile servire veramente qualcuno se non si ci si conosce prima molto bene. Non è tanto il rispondere ad un comando od obbedire ad un ordine, è allineare mente, cuore e corpo in un unico scopo, è la corrispondenza tra le proprie azioni e il sentire più profondo. Solo realizzando questo potevo aspirare a servire il mio bene più prezioso.

A tale scopo, appena sono diventata Sua, ho ricevuto un bellissimo regalo: Il Protocollo per la sottomessa…


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