Per chi

Pubblicato da Shiri Hikaru il

Circa una o due volte a settimana mi impegno per riuscire a fare esercizi fisici, oltre allo stretching vado anche a camminare per cercare di mantenermi in forma. Piace a tutti sentirsi in forma no? Sì giusto, ma c’è senza dubbio un altro motivo per cui lo faccio: il Protocollo. E quindi Lui. La Sua proprietà va sempre salvaguardata e ben tenuta. Vale lo stesso per il vestiario, l’immagine e la cura del corpo appunto.

Ma è solo uno, forse il più evidente, degli aspetti della vita che sono regolati da esso. Altre cose sono molto meno visibili anche se molto più pregnanti se correttamente applicate…e non dico infatti di riuscire a farlo sempre. Il Protocollo di per sé è quasi un atto di fede, perché richiede fiducia. E non è una cosa da poco.

Fiducia nella comunicazione, nel dire i propri bisogni, nello spogliarsi della propria privacy di fronte ad un’altra persona. Ci vuole quasi cieca abnegazione per riuscire a dire tutto quello che passa per la mente, senza timore alcuno.

Ci vuole fiducia per accettare, accogliere e mettere in pratica norme e consigli sul proprio comportamento, sul modo di parlare o di porsi, sul modo di ascoltare e di pensare persino. Ci vuole la fiducia di chi sa che ogni cosa che viene fatta è per il suo bene.

Tanto più la sottomessa agisce e si comporta seguendo il Protocollo, tanto più il Dominante potrà trarne piacere e dedizione… Ma è veramente un piacere? è veramente obbedienza? Se la proprietà sono io, non curo forse me stessa? non cerco di migliorare il mio di carattere? A chi porta più giovamento tutto questo?

Credo che tutto sfugga e sfumi in qualcosa che trascenda sia il Dom che la sub. Come se in due diventassero altro, un’unica entità che continuamente si trasforma e si fortifica.

 


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