Storia: dal 1950 agli anni ’70

Nel 1957 l’ingegnere inglese John Sutcliffe John Sutcliffe fondò la rivista AtomAge AtomAge, in cui erano presenti delle illustrazioni riguardanti l’abbigliamento in gomma che lui stesso creò.
In questo stesso periodo Guido Crepax Guido Crepax (1933 – 2003), il cui nome anagrafico è Guido Crepas, altro autore noto per le sue opere con forte connotazione fetish, creava il personaggio femminile di Valentina Valentina lasciandosi ispirare dalla contaminazione tra la figura fisica della moglie di Crepax, Luisa Crepax Luisa, e quella mitica di Louise Brooks Louise Brooks, diva del cinema muto negli anni ‘30 e indimenticabile interprete di Lulù di Georg Wilhelm Pabst Georg Pabst.  Valentina è il personaggio femminile più famoso nella storia del fumetto italiano, con il suo caschetto scuro e le linee sinuose, si ritrovava spesso nuda e bellissima, ammiccante e spregiudicata in situazioni ad alto tasso erotico, dove gli incontri sessuali – spesso dal sapore fetish e sadomaso – condivano storie la cui narrazione aveva un ritmo serrato, vorticoso e avvincente. Tutte cose rivoluzionarie per l’epoca che, proponendo una nuova soglia di accettabilità per la rappresentazione sessuale femminile, ha rotto i legami con i valori tradizionali nazionali presenti dopo la seconda guerra mondiale in Italia pervadendo anche l’esistente morale cattolica relativamente conservatrice che vedeva la figura femminile completamente desessualizzata.
Il lavoro di Crepax è stato tradotto in molti paesi stranieri come la Francia, il Brasile, la Spagna, la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti, la Finlandia e la Grecia.
Negli anni 60 la situazione inizio ad evolversi velocemente quando anche in Europa furono fondati i primi gruppi leathers come il “Berlin” in Germania nel 1964
il “Sixty-Nine Club” in Inghilterra nel 1966 seguiti poi da molti altri soprattutto dopo il deflagrare della rivoluzione sessuale del 1968.
Sempre nel 1966 nasce Isabella Isabella la prima vera grande eroina del fumetto italiano “per adulti”. Isabella è un personaggio creato da Giorgio Cavedon Giorgio Cavedon e Renzo Barbieri Renzo Barbieri con i disegni di Sandro Angiolini.
In un fumetto italiano mai, prima di allora, si erano viste immagini di nudi femminili e situazioni erotiche così esplicite.
La serie tocca temi come l’omosessualità e la promiscuità sessuale in quanto Isabella non disdegna anche avventure omosessuali e il suo partner preferito è Gilbert anche perché sa accettare con disinvoltura i suoi numerosi tradimenti sia con uomini che con ragazze anche minorenni, aspetto quest’ultimo che oggi difficilmente si potrebbe vedere in un fumetto erotico. Inoltre non si crea troppi scrupoli per raggiungere i propri scopi arrivando a torturare o uccidere. La componente sadomasochista è sempre presente e col tempo si accentua. Nel 1966 questo era un elemento ancora inedito e probabilmente contribuisce al successo della serie oltre che del genere dei fumetti erotici che, inizialmente solo italiano, verrà esportato all’estero nonostante la campagne censorie e i reiterati interventi della magistratura.
Il successo del fumetto è tale da coinvolgere i lettori che scrivono in redazione numerose lettere ricche di confessioni intime che saranno usate per creare la rubrica “La corte di Isabella” pubblicata in appendice agli albi a fumetti e successivamente raccolta in un volume intitolato “Cara Isabella” che subirà però duri attacchi da parte della censura
Molti lettori quando scrivono lasciano il loro recapito di fermo posta facendo nascere cosi dei contatti fra gli stessi anche se difficili stante l’inesistenza dei cellulari.
Il 25 luglio, 1966 apre a San Francisco al 1501 della famosa Folsom Street il primo bar leathers il FeBes, ove era posta una statua iconica di Mike Caffee, che rappresentava il bar, chiamata  Leather DavidLeather David, che sembrava un modello di Tom of Finland con una giacca di pelle aperta sul davanti e jeans con un rigonfiamento distintivo. L’anno successivo, nel 1967, per opera di Nick O’Demus, apre al piano di sopra, il “A Taste of Leather”, il primo negozio di pelletteria e giocattoli del sesso.
Nel 1966 un ulteriore contributo all’evoluzione dello stile di vita SM avvenne con la pubblicazione del primo libro della collana il “Ciclo di Gor”, scritta da John Norman John Norman, pseudonimo di John Frederick Lange Jr., “The Tarnsman di Gor”.
Questi libri sono stati commercializzati come una saga di racconti fantasy in cui sono inseriti elementi tipici della filosofia sadomaso: nel mondo di Gor, l’uomo è libero ed è il padrone assoluto, mentre le donne sono schiave che hanno il compito di obbedire e compiacere l’uomo.
Questa serie, che ha venduto milioni di copie, ha avuto una grande influenza nella comunità eterosessuale DS e ha contribuito all’ingresso in questo stile di vita per un gran numero di persone le quali applicando la filosofia goreana alla vita reale, tendevano ad intendere questa filosofia come “sesso basato sulla sottomissione della donna“, che raggiunge la vera femminilità solo se dominata e “protetta” da un vero uomo.

Negli stessi anni continuano però anche gli studi sul sadomasochismo. Nessuna delle teorie sinora enunciate si era mai dimostrata applicabile a più di un campione di persone praticanti SM se confrontato con individui non praticanti SM.

Una delle prime visione antropologiche sul tema, è stata fornita dall’ antropologo Paul Gebhard Paul Gebhard, il quale, proseguendo sulla direzione indicata dal sessuologo Henry Havelock Ellis verso un approccio più sociologico dello studio del sadomasochismo, in termini di attività sessuale interattiva, localizzò, le origini del sadismo e del masochismo, sia in tutte le relazioni di dominanza e sottomissione attuate nella società, sia nell’aggressività che comunque è presente in ogni persona.

Gebhard dichiarò inutile il voler definire ad ogni costo una pratica sessuale così ampiamente diffusa se lo si faceva usando come riferimento solo ed esclusivamente alcuni esempi “estremi” e propose l’idea, derivante dai suoi studi, che il SM necessitasse, per essere praticato, di una notevole quantità di intelligenza e organizzazione visto che le pratiche SM erano “prevalenti in forma organizzata e nelle società alfabetizzate”; affermò poi che le due “anomalie” sessuali, il sadismo e il masochismo, vista l’interazione tra due o più persone in un rapporto dominio-sottomissione, si fondono l’una nell’altra andando cosi a coniare  un termine unico che le definisse entrambe: il sadomasochismo.

Nel suo saggio del 1967 intitolato “Il freddo e il crudele” il filosofo Gilles Deleuze Gilles Deleuze rifiuta totalmente l’utilizzo del termine sadomasochismo in quanto artificioso, in particolare nel contesto dell’opera di Leopold von Sacher-Masoch; il suo argomento è che la tendenza verso il masochismo si basa sul desiderio intensificato causato o esaltato dalla frustrazione per il ritardo della gratificazione: portato agli estremi questo ritardo si manifesta come estrema freddezza (impulso antitetico rispetto a quello sadico, per cui è impossibile una convivenza dei due in un’unica definizione).

Altri punti rilevanti di aggregazione furono locali come il “BackDrop”, fondato nel 1968 nella baia di San Francisco da Robin Roberts Robin Roberts, sul cui esempio presero vita successivamente quasi una dozzina di club SM in California e, molti di quelli, con veri professionisti della dominazione, che si facevano retribuire, sia in Nord e Sud della California.
Nello stesso anno viene pubblicata la prima edizione del libro The Real Thing scritto da Carney William che con quest’opera descrisse la scena leathers SM dell’epoca attraverso delle lettere scritte da uno zio al nipote “incuriosito”dal rapporto padrone schiavo, nel corso di un intero anno di corrispondenza.
Carney, con queste lettere, accompagna il leatherman novizio ovvero il lettore, in un percorso di acquisizione di informazioni e quindi di sua crescita all’interno dello stile di vita leathers SM, consentendogli di esplorare e percorrere gradualmente tutti i gradini di questo cammino, dal più basso al più alto, sotto gli insegnamenti di questo “zio” il quale agisce come un vero e proprio insegnante.
In quegli anni vennero organizzati anche i primi raduni internazionali, il più famoso fu quello di Colonia in Germania del 1969 che riunì per la prima volta oltre un centinaio di persone.
In questo periodo anche molti artisti si dedicarono al SM, tra questi il fotografo Robert Mapplethorpe Robert Mapplethorpe (1946 – 1989), il quale riuscì a documentare da molto vicino, poiché ne faceva parte, la sottocultura omosessuale sadomaso di New York senza alcun tipo di filtro, cosa che accelerò lo sviluppo del movimento gay SM di quella città e la sua diffusione all’esterno dello stesso movimento.
La maggior parte delle sue foto veniva realizzata in studio, i suoi temi più comuni furono studi di nudo spesso maschili e omoerotici, ritratti di celebrità e soggetti sadomaso. I protagonisti delle immagini con soggetti sadomaso erano spesso delle coppie autentiche della scena Su0026amp;M gay di New York, che venivano ritratte in pratiche erotiche “estreme” tipo fist-fucking, bondage ecc..
Grazie ai suoi scatti ciò che in quei tempi ancora non poteva essere neppure discusso, veniva ora rappresentato in immagini ed esposto nelle gallerie d’arte.
Durante gli anni 1970 Eric Stanton Eric Stanton, pseudonimo di Ernest Stanzoni, (1926 –1999), illustratore e fumettista statunitense, che debuttò come disegnatore di fumetti nel 1947 presso la Movie Star News di Irving Klaw, divenuto un illustratore indipendente dopo la morte di Klaw, creò la supereroina Blunder Broad Blunder Broad, una parodia di Wonder Woman che viene continuamente sconfitta dai suoi nemici che immancabilmente la violentano e torturano. Altri celebri personaggi creati da Stanton sono le Princkazons, donne forti e virili simili alle amazzoni che dominano il mondo sottomettendo e umiliando gli uomini.
Verso la fine del 1970 iniziò a diffondersi tra gli omosessuali di New York, il moderno codice Hanky a seguito di una battuta ironica di un giornalista del The Village Voice che affermò che i gay avrebbero dovuto indossare fazzoletti di diversi colori per sottolineare i loro ruoli e le preferenze sessuali.
Tra i gay newyorkesi nacque così l’usanza di indossare un fazzoletto colorato affinché potessero comunicare fra di loro i propri gusti in fatto di pratiche sessuali, in particolar modo quelle legate al sado-masochismo, senza attirare l’attenzione in un periodo in cui la comunità gay era meno visibile.
Questi fazzoletti venivano indossati lasciandoli sporgenti dalla tasca dei jeans affinché potessero essere visti. Ogni colore specificava quale era la pratica preferita e, l’indossarli a sinistra o destra indicava l’essere dominanti o attivi, oppure sottomessi o passivi.
Sempre nel 1970 nasce in Olanda l’associazione Vereniging Studiegroep Sadomasochisme, “VSSM”, Associazione per lo studio del Sadomasochismo, il più antico club SM nel mondo che è tutt’ora la più grande associazione sadomasochista e feticista presente nel paese.
Le altre grandi associazioni/organizzazioni SM che vennero a seguire furono:
• 1971 TES, The Eulenspiegel Society, la più vecchia e popolare associazione di informazione e supporto BDSM degli Stati Uniti, tuttora attiva con sede a New York
• 1973 Boys Cuir France – Francia
• 1974 MSC Motor Sport Club – Belgio
• 1975 European Confederation of Motorcycle Club (ECMC) – Inghilterra
• 1976 Society of Janus – fondata da Cynthia Slater e Larry Olsen a San Francisco , California. È la seconda più antica organizzazione di informazione e supporto BDSM degli Stati Uniti
Nel 1973 nasce il San Francisco Sex Information (SFSI) un’organizzazione che fornisce informazioni telefoniche sul sesso libero per opera di Maggi Rubenstein, Margo Rila e Tony Ayers.
L’SFSI è tutt’ora attivo ed ha sempre sede a San Francisco. Oltre a fornire informazioni sul sesso attraverso il World Wide Web, e-mail, telefono e social media, offre anche due volte l’anno corsi di formazione sulla sessualità umana per educatori sanitari, medici, terapisti, blogger, operatori giovanili, ricercatori, case manager, lavoratori del sesso, e organizzatori attività/eventi vari.

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