Storia: dal 2000 ad oggi

L’avvento di internet, qualche anno più tardi, contribuirà ad avvicinare al B.D.S.M. moltissime persone
Nel giro di poco tempo, le vecchie riviste vengono sostituite dai social network, blog e forum mentre i fermoposta dalle mail, sms e chat.
Internet inoltre non solo consente alle persone di stare insieme per discutere dei comuni interessi e conseguentemente di trovare facilmente anche un eventuale partner in perfetta sintonia con le proprie idee ma anche di conoscere locali specializzati nati e cresciuti anche grazie allo stesso internet.
Nascono siti di e-commerce specializzati in giocattoli e abiti mirati per gli amanti del B.D.S.M.
Finalmente il B.D.S.M. è alla portata di tutti.
Dopo secoli di gogna, gli eredi di De Sade escono alla luce del sole. Le persone iniziano finalmente a capire che, come scrisse De Sade a sua moglie, dal Torrione di Vincennes torrione di Vincennes, il 20 febbraio 1791, «Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino.»
Nel 2002 esce nelle sale cinematografiche Secretary locandina “Secretary” un film diretto da Steven Shainberg Steven Shainberg con Maggie Gyllenhaal Maggie Gyllenhaal e James Spader James Spader, in cui vengono affrontati temi come la dominazione, la sottomissione e il B.D.S.M.
Racconta di una ragazza affetta da manie autodistruttive, che trova lavoro in uno studio legale ove il titolare, l’avvocato Edward Grey, ha una personalità con tendenze sadiche che si diverte a strapazzarla psicologicamente e fisicamente. Tra i due s’instaura però nel tempo un rapporto carnefice-vittima al quale la ragazza, sostituendo il dolore inflitto su se stessa con la scoperta di questo nuovo mondo, si abbandona all’uomo sempre più compiaciuta ricercando meticolosamente le punizioni che questi gli infligge con sempre crescente ferocia fisica e sessuale fino ad ottenere una felice relazione con lo stesso.
Segretary è un film che, nonostante l’argomento trattato sia piuttosto piccante, non è banale e non scade mai nella volgarità, inoltre è riuscito ad affrontare nei giusti termini la tematica del sadomasochismo senza mai perdersi in particolari congetture a sfondo pseudo psicologico restando nel contempo anche romantico senza però alcuna esagerazione anche in tal senso.
Una ricerca condotta nel 2007 dalla professoressa Juliet Richters Juliet Richters, ricercatrice di salute pubblica dell’università del Nuovo Galles del sud, condotto su 20 mila persone e pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, indica che il 2% degli australiani adulti prende parte in ruoli sessuali di sadomasochismo, dominazione o sottomissione e contrariamente agli stereotipi comuni, non lo fanno in reazione ad abusi sessuali o perché siano in qualche modo carenti sessualmente. “I risultati confermano che bondage, disciplina e sadomasochismo (B.D.S.M.) sono semplicemente un interesse sessuale o una sottocultura che attrae una minoranza”, scrive la prof. Juliet Richters che ha guidato lo studio. Secondo il sondaggio, le pratiche B.D.S.M. sono più comuni fra gay, lesbiche e bisessuali, e i partecipanti hanno più probabilità di essere avventurosi sessualmente anche in altre maniere.
“Tuttavia non hanno maggiore probabilità di essere costretti all’attività sessuale e non hanno una tendenza maggiore ad essere infelici o ansiosi”, spiega Richters. In effetti, gli uomini che vi prendono parte mostrano di essere più felici, dato che registrano punteggi significativamente più bassi sulla scala del malessere psicologico, rispetto ad altri uomini
I ricercatori non ne hanno studiato le ragioni, ma l’ipotesi è che siano più in armonia con sé stessi, perché sono parte di qualcosa di inusuale e vi si trovano a loro agio. La studiosa sottolinea che i risultati contraddicono le opinioni professionali dominanti riguardo alle pratiche B.D.S.M. ‘Le persone con questi interessi sessuali sono viste da tempo, da parte della medicina e della legge, come persone danneggiate e bisognose di terapia, se non pericolose e bisognose di restrizioni legali” , scrive, aggiungendo di sperare che lo studio serva a cambiare questi stereotipi
«Non siamo nel campo del sadomasochismo patologico – dice Alberto Caputo Alberto Caputo, psichiatra, psicoterapeuta dell’Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata, che ha coordinato un workshop dedicato al B.D.S.M. al Congresso della Federazione Europea di Sessuologia svoltasi a Roma all’Hotel Cavalieri Hilton sotto la presidenza di Chiara Simonelli Chiara Simonelli sessuologa e presidente della European Federation of Sexology – perché nel B.D.S.M. non c’è la volontà di fare del male al partner senza il suo consenso, ma di esplorare le sensazioni più estreme. Qui ci troviamo davanti a coppie che praticano sesso consensuale e sicuro, perché non si superano i limiti che mettono a rischio l’incolumità: la coppia decide all’inizio una parola d’ordine che basta pronunciare perché l’altro si fermi. Nel sesso estremo il dolore e il piacere si confondono, d’altra parte non dobbiamo dimenticare che anche dal punto di vista neurologico i centri del dolore e del piacere sono distanti solo pochi millimetri. Corde e fruste entrano in camera da letto, per dare piacere ma anche come simboli. Le corde rappresentano il legame orizzontale, tra lui e lei, la forte complicità e unione; le fruste il legame verticale, tra dominatore e dominato. Ma le fantasie e i giochi non si fermano a queste due pratiche. Le coppie che praticano il B.D.S.M. definiscono ‘sesso alla vaniglia’ quello praticato da chi si ritiene ‘normale’. E questo perché il gelato alla vaniglia è il gusto base di tutti i sapori. Ma di gusti di gelato, ce ne sono così tanti che, secondo loro, vale la pena di assaggiarli tutti».
Nel 2011 viene pubblicato “Cinquanta sfumature di grigio” un romanzo della scrittrice inglese E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard). Si tratta del primo di una trilogia di romanzi che prosegue con “Cinquanta sfumature di nero” e “Cinquanta sfumature di rosso”, entrambi pubblicati nel 2012. Esso può essere ben considerato un fenomeno letterario e cinematografico dei giorni nostri, infatti nonostante la bassa qualità del linguaggio utilizzato e dello stile narrativo, ha in breve tempo raggiunto una vasta popolarità e un grande successo di vendite negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. L’intera serie ha venduto oltre 125 milioni di copie in tutto il mondo e i diritti sono stati venduti in 52 Paesi.
Molti critici hanno attribuito i meriti del suo successo soprattutto ai contenuti erotici, caratterizzati dalla descrizione di scene di esplicito erotismo e da elementi di pratiche sessuali B.D.S.M., che avrebbero attratto soprattutto lettori di una certa età e poco interessati a una lettura impegnata.
Anche se questa trilogia che verte sul tema B.D.S.M. offre una descrizione superficiale dello stesso e trascura le regole che lo rende sicuro e piacevole per entrambi i partner, rilanciando anche l’errata equivalenza fra B.D.S.M. e malattia facendo apparire tali preferenze sessuali come proprie di chi è instabile mentalmente e deve sfogare rabbia e frustrazioni annullando cosi decenni di attivismo e divulgazione, ha avuto la capacità di far conoscere ad una moltitudine di persone questa sessualità alternativa permettendone non solo di parlarne liberamente ma anche di informarsi sulla stessa
Nel 2012 esce il libro autobiografico “Diario di una sottomessa – Storia di un risveglio sessuale” di Sophie Morgan, seguito, l’anno successivo, da “Voglio di più”.
Un diario narrato tutto ed unicamente in prima persona, tratto da una storia vera, che è quella dell’autrice stessa, sottomessa convinta, che usa uno pseudonimo per conservare la sua identità a parenti, colleghi ed amici, che non conoscono questa sua tendenza e che la giudicherebbero solo per i suoi gusti in camera da letto.
In questo diario racconta le sue esperienze senza tabù che la spingono sempre oltre i suoi limiti mentre si chiede se riuscirà a conciliare l’erotismo della sua relazione con il quotidiano di una vita normale
Un libro dai toni estremamente espliciti, dove ogni cosa viene chiamata con il proprio nome e senza giri di parole, un linguaggio diretto e forte che da rispetto alla trilogia “50 sfumature” un idea più realistica di un rapporto B.D.S.M. mostrandolo così come lo vivono la maggior parte delle coppie B.D.S.M.
Nonostante le ricerche effettuate che dimostrano che il mondo B.D.S.M. diventi sempre più ampiamente accettato e di facile accesso, nonostante oramai sia diventato un elemento di moda e un fenomeno letterario e cinematografico, rimane ancora radicata in molti l’idea di voler attribuire a tutti i costi fenomeni comportamentali umani complessi come il B.D.S.M. a patologie cliniche fondate esclusivamente su osservazioni di pazienti psichiatrici e costruiti sul presupposto di una psicopatologia.
Nel 2013 proprio in contrasto con chi vuole spiegare il sadomasochismo attraverso approcci psicologici, psicoanalitici, medici o legali, i quali cercano tutti di catalogare in una forma fissa e stabile comportamenti e desideri nel tentativo di ricondurli ad una radice comune che ne smascheri la “causa scatenante”, Romana Byrne Romana Rosalie Byrne, pubblica il libro “Aesthetic Sexuality: A Literary History of Sadomasochism” col quale suggerisce invece che tali pratiche possano anche esser vedute come esempi di “sessualità estetica”, in cui l’impulso fisiologico o psicologico fondante diventa irrilevante. Sadismo e masochismo possono essere, allora, una libera scelta, guidati da alcune caratteristiche estetiche legati allo stile, al piacere e all’identità; pratiche che potrebbero essere paragonate alla creazione artistica.
A maggio del 2013 viene pubblicato il DSM 5, col quale è stato affermato, per la prima volta, che molte persone con desideri sessuali definibili atipici non hanno un disturbo mentale e che l’avere comportamenti sessuali sadici o masochistici non determina in sé un danno per il funzionamento globale del singolo o della coppia che li mette in atto, se questi sono praticati in maniera sana, sicura e consensuale.
Nel 2014 viene condotta un’ulteriore ricerca sulle fantasie sessuali, successiva a quella di j. Richters, presso l’Université du Quebec a Trois-Rivieres e l’Istituto Philippe-Pinel di Montreal, Canada da Christian JoyalChristian Joyal, principale autore dello studio, e poi pubblicata sul Journal of Sexual Medicine condotta su 1516 persone (799 donne e 717 uomini con un’età media di 30 anni, di cui l’85,1% si è dichiarato eterossesuale, il 3,6% omosessuale e l’11,3%, bisessuale) le quali hanno votato scegliendo entro una lista di cinquantacinque fantasie sessuali, ha dimostrato che un rilevante numero di persone, il 64.6% delle donne e il 53 per cento degli uomini presi in esame, ha fantasie di sottomissione: desiderano cioè essere legate, frustate, sculacciate, sebbene poi in molte non abbiano poi intenzione di concretizzare le proprie fantasie.
Un numero maggiore di uomini che di donne fantasticano invece di dominare il partner.
Le fantasie sessuali sono spesso considerate segno di devianza e molte sono ritenute inusuali. Lo studio ha voluto dimostrare che, al contrario, sono comuni, e anche condivise da uomini e donne giungendo alla conclusione che se oltre il 60% delle donne vuole essere dominato, non si può più parlare di un qualcosa “fuori dalla norma”.
Rimane tuttavia una distinzione tra fantasia e realtà. Tra le donne che hanno fantasie di essere dominate, la metà ha detto che non vorrebbe effettivamente essere dominata nella vita reale.
Avere fantasie, non equivale quindi a volerle sperimentare nella vita vera.
La lettura della trilogia Cinquanta sfumature, per esempio, potrebbe essere uno sfogo per dare spazio immaginario a queste fantasie senza metterle in atto.
In un suo articolo del 2014, la psicologa psicoterapeuta e sessuologa Chiara Simonelli, professoressa associata di Psicologia dello sviluppo sessuale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma, afferma che le pratiche sadomaso all’interno delle quali troviamo anche le pratiche sessuali del B.D.S.M., non rientrano necessariamente nelle parafilie o perversioni sessuali. L’elemento discriminante è l’esclusività di questo comportamento:” Quando una persona non riesce ad accedere al proprio desiderio erotico se non attraverso un rituale del genere si può ipotizzare che ci sia un problema psicopatologico. Quando invece si tratta di una sperimentazione ludica ma esiste un erotismo personale che prescinde da queste pratiche, allora le vecchie categorie psicoanalitiche e psichiatriche possono non avere alcun fondamento”.
Visto che, nonostante la comunità scientifica si continui ad arrogare da oltre un secolo la responsabilità di definire il confine tra patologia e non patologia, nessuna delle teorie sinora ipotizzate in campo scientifico si è mai dimostrata realmente applicabile a tutte le persone praticanti S/M ma solo a piccoli gruppi ristretti, ogni individuo ha il diritto di trascorrere la propria esistenza rapportandosi con il proprio desiderio, il proprio piacere e la propria sessualità in maniera completamente soggettiva, sempre rimanendo però nel rispetto della libertà altrui.
Inoltre, attraverso il lavoro fatto negli anni passati, prima dagli attivisti per i diritti dei gay e poi dai praticanti tutti, ha permesso che il B.D.S.M. divenisse nel tempo oltre che un modo di vivere la propria sessualità anche arte, letteratura, musica e cinema, riuscendo così a diffondersi ampiamente in tutto il mondo e a discostarsi sempre più dal sadomasochismo storico e letterario tracciando, giorno per giorno, una linea sempre più netta di demarcazione tra patologia e sana attività erotica, cosa che ne ha permesso una sempre più ampia accettazione ed un più facile accesso da parte delle persone interessate grazie anche ad una maggiore visibilità dovuta soprattutto ai nuovi mezzi di comunicazione.

Dal 1970 agli inizi del 2000   Torna all’infografica