Storia: dall’età antica al medio evo

Specificare quando il B.D.S.M. ebbe iniziò è un compito quasi impossibile non solo a causa della diversità delle pratiche contenute sotto questo acronimo, dove ognuna di esse ha le sue origini, ma anche perché possiamo affermare che molte di queste sono innate nella natura umana visto che l’uomo è un animale relazionale che per vivere ha bisogno di significare davanti ai suoi occhi e a quelli degli altri. Ognuno, in modo più o meno prepotente, ha dentro di sé il desiderio di imporsi sull’altro: questo istinto si manifesta oltre che nella quotidianità anche nei rapporti sessuali, con atti che possono provocare piacere sia a chi li fa che a chi li riceve: bendare il partner, un graffio, una sculacciata, un morso … tutte iniziative che portano un pizzico di eccitazione in più e rientrano nella normalità dei giochi di ruolo di tutte le coppie.

Il fatto che l’origine del termine risalga al XIX secolo non significa che prima di allora non esistessero quelle pratiche che oggi definiamo tipiche del B.D.S.M.

Tali pratiche sopravvivono già in alcuni dei più antichi reperti archeologici del mondo; antichi Testi cuneiformi testi cuneiformi, studiati dalla scrittrice e storica Anne O Nomis Anne O. Nomis, associati ai riti dedicati alla Dea Inanna Dea Inanna, o Ishtar come era conosciuta in accadico (la più importante Dea sumera dell’antica civiltà mesopotamica, 3500 a. C. – 1900 a. C.), incorporano rituali di dominazione femminile che vengono citati come esempi dell’archetipo della donna potente e sensuale che presenta comportamenti dominanti nei confronti di Dei ed uomini.

Nel IX secolo a.C., si ha uno dei più antichi esempi documentati di attività sadomaso che l’uomo conosca: le flagellazioni rituali eseguite nel tempio di Artemide Orthia Artemide Orthia, uno dei più importanti siti religiosi di Sparta ove, durante la cerimonia detta Diamastigosis, i ragazzi adolescenti venivano frustati a sangue, come parte dei loro riti di iniziazione al fine di imparare a sopportare il dolore e diventare poi guerrieri, alla presenza della sacerdotessa che poteva controllare la forza della fustigazione. Questa cerimonia è stata descritta da numerosi autori antichi, tra cui Plutarco, Senofonte, Pausania, e Platone.

Una delle più antiche prove grafiche di attività sadomasochista si trova invece in una tomba etrusca databile intorno al 510 – 500 a.C. ubicata a Tarquinia: la Tomba della FustigazioneTomba della Fustigazione. La tomba deve il nome ad una scena in essa dipinta sulla parete di destra appena dopo l’ingresso. Questa scena rappresenta tre soggetti nudi impegnati in una pratica orgiastica venata del sadismo più classico. La donna piegata in avanti, è in mezzo a due uomini atta ad offrire il posteriore ad uno dei due mentre pratica del sesso orale all’altro. L’uomo dietro di lei è in piedi e la penetra da dietro accostandosela a se con la mano destra mentre con la sinistra, sollevata in alto, la colpisce con una verga o una bacchetta (da qui il nome della tomba). L’altro uomo, dinanzi al suo viso, le trattiene la testa  all’altezza del suo membro  con la mano sinistra e, con la mano destra, sembra anch’egli in procinto di colpire il deretano della donna.

A Pompei, nella Villa dei Misteri Villa dei Misteri, II secolo a.C., è raffigurato un affresco riguardante l’iniziazione di una sposa ai misteri dionisiaci, ove un figura alata flagella una giovane Menada, colpendola sul dorso nudo, la quale, sfuggendo più alla sua visione che ai colpi del demone flagellante, si rifugia nel grembo di una figura femminile seduta, rappresentata nell’atto di proteggerla. Accanto a lei due baccanti: una tiene in mano il tirso e si china verso la donna flagellata, l’altra, nuda, danza in preda all’esaltazione orgiastica agitando al di sopra del capo i cembali. Il flagellum, cioè lo strumento usato per colpire, è il simbolo dell’energia istigatrice di Dioniso ed il suo impiego libera il neofita dagli ostacoli che avversano la fecondità materiale e la sua crescita spirituale, ed eccita i suoi sensi provocando l’intervento mistico del dio. La fustigazione, la diamastìgosis, come prova di resistenza era praticata ad Alea in Arcadia su giovani fanciulle durante gli Skièreia, cerimonie iniziatiche femminili in onore di Dioniso (Pausania 8.23.1) cosi come avveniva per i ragazzi spartani durante il rito di iniziazione in onore di Artemide Orthia.

Un ulteriore riferimento può essere trovato nel Satyricon attribuito a Petronio Arbitro Petronio Arbitro (I secolo d.C.), dove i tre protagonisti sono accusati dalla corrotta sacerdotessa Quartilla di aver profanato un sacrificio in onore del dio Priapo e sono sottoposti a innumerevoli torture erotiche e giochi lussuriosi.

Un altro riferimento relative a flagellazione si trova nel libro delle Satire del poeta latino Decimo Giunio GiovenaleGiovenale  vissuto fra l’anno 50 e il 140 d.C., ove le matrone romane abbandonandosi alla lussuria e all’adulterio, con la scusa di partecipare ai riti segreti in onore di Bona Dea Bona Dea, cedono agli eccessi, si ubriacano, si eccitano tra loro con spettacoli volgari, vanno a letto con i loro schiavi o con gli eunuchi e fanno frustare gli schiavi per capriccio e divertimento.

Il Kāma Sūtra l’antico testo indiano sul comportamento sessuale umano scritto da Vatsyayana vissuto in un’epoca fra il I ed il VI secolo d.c., oltre a descrivere diversi modi di colpire il partner in piena consensualità durante l’atto sessuale, spiega anche come morderlo, graffiarlo, pizzicarlo e stringere le sue carni per rendere più eccitante e stimolante il rapporto stesso al fine di renderlo il più possibile gioioso. Si potrebbe quindi affermare che questo testo sia il primo che tratti nello specifico alcune attività sadomaso consensuali.

Quanto detto sinora fa capire che le pratiche e le attività strettamente simili a quello che oggi conosciamo come B.D.S.M, non hanno un punto di origine comune poiché, queste sono innate nell’uomo che le ha da sempre sperimentate in maniera naturale e spontanea all’interno della propria cultura a prescindere dal luogo in cui viva.

Un indole naturale quindi che si è evoluta assieme all’uomo stesso progredendo di pari passo con la sua cultura e civiltà sino a giungere a tempi più recenti dove è più facile documentare la sua evoluzione in ambito sociale quale ad esempio la pratica dell’ Amor Cortese-Tristano e Isotta amor cortese, un sentimento capace di nobilitare e affinare l’uomo apparso per la prima volta nel corso del XII secolo nella poesia dei lirici provenzali.

Nasce come un’esperienza ambivalente fondata sulla compresenza di desiderio erotico e tensione spirituale, ovvero tra sofferenza e piacere, tra angoscia ed esaltazione.

Per questa ragione, esso non può realizzarsi anche dentro il matrimonio, e l’amor cortese è quindi adultero per definizione. Esso è desiderio fisico. Si instaura fra la dama e l’amante un rapporto d’amore esclusivo

Gli elementi caratterizzanti l’amor cortese sono:

  • Il culto della donna, vista dall’amante come un essere sublime, irraggiungibile. In certi casi anche divino.
  • L’inferiorità dell’uomo rispetto alla donna amata, l’amante si sottomette completamente e obbedisce alle volontà della donna. Tale rapporto fra i due sessi è definito “servizio d’amore”. L’amante presenta il suo omaggio alla donna e resta in umile adorazione di fronte a lei. Si tratta di un “amore-vassallaggio” in cui il rapporto tra l’uomo e la donna è simile a quello intercorrente tra il vassallo e il suo signore.
  • L’amore inappagato, cioè l’amante non chiede nulla in cambio dei suoi servigi. Non si tratta però di amore spirituale, platonico, anzi si presenta con note sensuali.
  • La gioia, o meglio una forma di ebbrezza ed esaltazione, di pienezza vitale, formata dall’amore impossibile, che però genera insieme anche sofferenza, tormento.
  • L’amore adultero, che si svolge al di fuori del vincolo coniugale: addirittura, si teorizza che nel matrimonio non possa esistere veramente “amor fino”. Il matrimonio, infatti, spesso era un contratto stipulato per ragioni dinastiche o economiche. Il carattere adultero dell’amore esige il segreto, che tuteli l’onore della donna: per questo il suo nome non viene mai pronunciato dai poeti.
  • Il conflitto tra amore e religione, scaturito dal culto per la donna divinizzata con il culto per Dio; inoltre la Chiesa condanna notoriamente il peccato dell’adulterio.

Non c’è certezza in merito al fatto se l’amor cortese fosse puramente letterario o di fatto praticato nella vita reale, ma di sicuro influenzò gli usi ed i costumi dell’epoca originando anche nella vita reale una forma di devozione servile e di ambivalenza simile a quella letteraria vista da alcuni autori come un modello precursore di B.D.S.M.

Dopo di questo periodo storico non si hanno più tracce documentate di forme di ricerca del dolore e/o di dominazione con connessioni di natura erotica/sessuale, ma solo di pratiche che esulano da tale contesto (tipo i Flagellanti flagellanti ad esempio).

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